Controlli Postepay
di Marco Fanelli
Dai coefficienti di reddito allo spesometro, dal conto corrente a tutte le linee di credito collegate al nostro nome, ogni spostamento di denaro è ben visibile ai sistemi computerizzati degli 007 del Fisco Italiano.
Il sistema delle carte prepagate, inizialmente nato per gli acquisti sicuri online o come portafogli per i protestati, si è via via trasformato in una forma di deposito nascosto all’ufficialità del fisco.
Per questo motivo, negli ultimi tempi siamo costretti a dichiarare quanto transitato durante l’anno su ogni singola carta, ai fini di una limpida proiezione della nostra condizione patrimoniale.
Il certificato di giacenza media che riguarda il conto corrente del quale siamo intestatari si è allargato a tutte le forme di credito in giacenza, come le carte prepagate, anche per somme minime.
Controlli sulle carte Postepay
Il tipico esempio è quello della Postepay, una carta prepagata della quale in genere ci serviamo in previsione di acquisti sul web, transazioni che potrebbero essere intercettate e suscettibili di atti di pirateria informatica.
Utilizzando una carta prepagata evitiamo di fornire i dati di una carta di credito, magari con alti limiti di spesa, o addirittura del conto corrente, dei quali un utilizzo fraudolento causerebbe danni molto più consistenti.
Ma queste carte non risolvono il problema della privacy:
- sono associate alle generalità del titolare, in quanto, al momento dell’apertura, vengono associate alle nostre coordinate fiscali e/o bancarie, e portano ben impresso il nostro nome e cognome;
- per loro vige l’obbligo della rendicontazione annuale;
- sono comunque soggette a controlli fiscali e, in caso di morosità, possono essere pignorate.
La Postepay Twin, oggi non più disponibile, risolveva parzialmente il problema dell’anonimato. Il sistema prevedeva una doppia carta: oltre alla classica Postepay, alla quale erano associate le generalità del titolare, veniva rilasciata una carta anonima che, per poter rimanere tale, non poteva essere ricaricata normalmente, ma solo tramite la sua carta principale.
In pratica si trasferiva il proprio denaro dalla Postepay nominativa a una carta anonima al portatore; tuttavia, rimaneva comunque una soluzione parziale: infatti, se era possibile spendere in anonimato, era anche vero che la ricarica avveniva in forma ufficiale da una carta che conteneva le generalità del titolare.
Carte prepagate monouso
Qualche anno fa erano in vendita delle carte prepagate anonime monouso, cioè non ricaricabili, con le quali si poteva solo spendere. Avevano un valore nominale da 30 a 500 €, ma all’atto dell’acquisto venivano sottratti 5 € a fronte del servizio.
Carte prepagate come Europrima, Kalibra, Sella Money usa e getta, CartaChiara e altre sarebbero in uso ancora oggi, ma sono diventate introvabili. Al ritiro bisognava rilasciare le proprie generalità, che però non comparivano durante le transazioni; infatti, la carta era cifrata, e si identificava da un numero. Da una transazione cifrata era sempre possibile associare il titolare, ma era un processo abbastanza difficile, anche per il fisco.
Si trattava di carte che andavano distrutte al termine del credito, poiché non potevano essere ricaricate e consentivano acquisti o spostamenti di denaro senza l’appoggio di istituti di credito. Non vi era obbligo di contabilità e non erano associate al nome dell’acquirente: insomma, qualcosa di simile alle Viacard prepagate.
Carte prepagate estere
Tuttavia, esiste un sistema per scollegare le nostre generalità da un deposito su una carta prepagata: è il circuito estero tipo Viabuy Mastercard.
Si tratta di carte emesse da istituti con sede in paesi stranieri e, per ottenerle, non è necessario sottoporsi a verifiche reddituali né di natura patrimoniale; la richiesta va effettuata online direttamente sul sito ed entro 24 ore se ne viene in possesso.
Alla card viene associato un IBAN sul quale è possibile richiedere anche transazioni ufficiali, come quelle dello stipendio o della pensione; le ricariche possono essere effettuate in euro o bitcoin e sono gratuite così come i pagamenti, a patto che vengano eseguiti tramite bonifico.
Per una panoramica generale sui diversi metodi di ricarica delle prepagate, vedi anche come ricaricare una carta prepagata.
Altre operazioni possibili, come il prelievo bancomat o transfer da altre carte, hanno invece una tariffa fissa.
Nella fattispecie la carta Viabuy:
- viene emessa nel Regno Unito;
- ha un costo una tantum all’emissione di 69,99 €;
- ha un canone annuo di 19,90 €;
- ha un limite massimo di deposito che va dai 1.000 € fino a cifre illimitate a seconda dell’IDV, cioè il livello di identificazione.
- Richiedibile online senza verifica della solvibilità, senza controlli reddituali, senza controlli bancari
- Disponibile in edizione Nera o Oro con numeri in rilievo
- Ricaricabile in contanti, con bonifico o con altra carta
- Dotata di IBAN senza conto corrente
- Emittente con sede nel Regno Unito
- Plafond e limiti di pagamento elevati
- Valida per società, ditte individuali e liberi professionisti
Anche le carte estere prepagate come la Viabuy sono pignorabili, ma rimane difficile che un creditore acquisisca dati che possano collegare una card a un soggetto fisico da paesi come il Regno Unito, quanto meno non in tempi tali da consentirgli un eventuale atto di pignoramento.
Vedi anche carta prepagata non pignorabileecosti di Viabuy.
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Marco Fanelli
Marco Fanelli è un esperto nel settore fintech, con particolare interesse per carte, conti correnti e conti deposito. Con un background come sviluppatore informatico, Marco ha creato uno dei siti più visitati in Italia nel settore finance. Il suo obiettivo principale è fornire guide chiare e dettagliate, risolvere le problematiche annesse all'uso di carte e conti ed offrire recensioni comparative approfondite, rendendo il mondo fintech comprensibile per tutti.

